La ricerca del lavoro nel terzo millennio.

Think Positive written on the paper on a wood background“Piacere, mi chiamo Rosa Rossi, 28 anni, disoccupata”.

Chissà quante volte  l’HR di una determinata azienda si è trovato a dover fare i conti con questa tipologia di lettera di presentazione, così tanto attuale. Il target sul mirino è sempre lo stesso: neo diplomati / laureati, privi di esperienze lavorative o al contrario, possessori di un curriculum vitae pieno di lavoretti sotto pagati, lontani anni luce dal settore del proprio background formativo. Il menù è servito, ingredienti base del piatto del giorno: insoddisfazione,  insuccesso, demotivazione e infine rinuncia.

Rosa, figlia, assieme ad altri mille suoi coetanei, della generazione tv-reality show, figlia del consumismo e del “vincere facile”.

Tempi bui quelli odierni nel nostro paese. Il mercato del lavoro italiano è davvero in difficoltà, la difficoltà la incontra ogni giorno qualsiasi ragazzo che come Rosa cerca lavoro in un paese che soffoca strozzandosi con le proprie mani; non è davvero una situazione semplice, ma mi sento di comunicare a gran voce che queste difficoltà non devono fermarvi, ma invece stimolarvi.

Il lavoro c’è, ma è anche vero che si cerca il migliore, i bei tempi in cui “sono laureato, datemi un lavoro”, sono ben lontani, l’era del “vincere facile” è oramai jurassica, bisogna con determinazione puntare in alto e raggiungere la vetta affrontando tutte le complicazioni che si possono incontrare sulla strada; niente di così trascendentale, basta guardarsi dietro e vedere i sacrifici dei nostri genitori o ancora più dietro, dei nostri nonni, anni davvero drammatici in cui NULLA era garantito.

Forse c’è qualcosa di sbagliato nelle nuove generazioni?! La voglia di crescere, l’ambizione e la sana competizione e le aspirazioni, che fine hanno fatto? Dobbiamo davvero abbracciare l’idea di una generazione priva di essenza?!

Bé, io a questa idea non mi arrendo, io credo che i ragazzi oggi abbiano del potenziale, credo che possano riuscire a realizzare i loro sogni, forse, hanno solo il bisogno di una guida.

Se dovete davvero combattere per abbrancare un posto di lavoro, combattete per quello che vi piace fare o volete fare; se non avete il know-how idoneo, non dovete piangervi addosso: conoscere, studiare, approfondire, tre verbi/azioni che non devono MAI abbandonare la vostra persona. E’ facile denunciare il “non lavoro”; si devono cogliere le opportunità, bisogna mutare le minacce in occasioni, bisogna essere consapevoli di chi si è e di dove si vuole andare.

Il mondo del lavoro è in piena evoluzione e assieme ad esso anche voi dovete evolvervi. Non basta avere un titolo, la scuola, quella della vita, non termina mai; l’importante è crederci, ma soprattutto credere in se stessi e fare del proprio potenziale una carta distintiva.

Il mondo del lavoro è come un match di pugilato, in cui non dovete mai ‘gettare la spugna’ sul ring… Stringete i denti, la vittoria è a soli qualche round più avanti.

Un vecchio slogan diceva: “nothing is impossible”.

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