Una figura controversa: Il Mediatore Interculturale

integrazione.jpgIn un mondo sempre più rivolto all’apertura verso nuovi orizzonti, in un periodo storico caratterizzato da costanti correnti migratorie da e verso il nostro Paese, ci ritroviamo ad interfacciarci con soggetti che hanno un backgruound linguistico e socio-culturale diverso dal nostro. Intrecci di natura culturale, etnica, liguistica e religiosa vengono a crearsi tra persone provenienti da realtà diverse. Da qui nasce l’esigenza di una figura specifica che si ponga nel mezzo e faccia da intermediario tra le due parti. Cerchiamo di capire meglio chi sia questa figura e di cosa si debba occupare.

La figura professionale che corrisponde a questa descrizione è quella del Mediatore Interculturale. L’aggettivo che si accompagna alla denominazione non è casuale, “inter” infatti deriva dal latino e significa “tra”, perciò il Mediatore interculturale contribuisce proprio a favorire e facilitare la comprensione e la comunicazione tra individui, gruppi, organizzazioni e servizi appartenenti alla propria cultura e quelli della cultura di cui è competente. Ma non solo, il ruolo del Mediatore interculturale è in qualche modo ambivalente. Infatti, da un lato il Mediatore, come suggerisce il nome, è il tramite che cerca di conciliare due o più culture differenti; dall’altro, l’aggettivo “interculturale” suggerisce come questa figura cerchi il più possibile di tener conto di tutte le singole culture con le quali ha a che fare, adottando una politica di inclusione.

Il Mediatore interculturale che, in un certo senso, è un volto amico, è una figura di riferimento per gli immigrati!

all_hands-b70aa250Tra i compiti del Mediatore interculturale ci sono l’abbattimento delle barriere linguistiche e culturali e la promozione sul territorio di una cultura di accoglienza ed integrazione socio-economica. Inoltre, si occupa di informare gli immigrati sui diritti e i doveri vigenti in Italia, in particolare nell’accesso e nella fruizione dei servizi pubblici e privati. Ancora, il Mediatore interculturale si occupa poi di fornire consulenza nell’accompagnamento all’iter burocratico, supporta, ad esempio, studenti e lavoratori nella compilazione della documentazione burocratica, in particolare quella necessaria all’inserimento dell’immigrato, e orienta verso altri servizi. Infine, tra i suoi compiti c’è quello di tradurre. Che si tratti di documenti scritti (da semplici lettere, e-mail, a contratti, pagine di siti web), dei quali cura l’adattamento linguistico del testo per una ricostruzione in lingua d’arrivo del contesto di partenza, stando bene attento ad intercettare ed interpretare i gusti, le preferenze e le specificità espresse delle singole culture, ma anche di testi orali, per i quali utilizza la tecnica di traduzione orale consecutiva e di accompagnamento.

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